Specie della settimana: Cymbidium goeringii 'Tian Cao' (天草)

L'orchidea di primavera cinese, una selezione di Amakusa dal margine crema coltivata per il fogliame e il profumo. Rinvasata in un vaso cinese trasparente, su inerti giapponesi setacciati.

Un’orchidea terrestre dalle foglie erbacee in un vaso alto e trasparente, su una base di legno. Cymbidium goeringii è l’orchidea di primavera cinese, in coltivazione da più di mille anni, apprezzata per il fogliame e il profumo. ‘Tian Cao’ è una selezione dal margine crema. Rinvasarla è diventato un piccolo progetto a sé.

Rinvasata, su una base da esposizione. È il classico vaso cinese da cymbidium, in plastica trasparente, con le pareti bucherellate.
Rinvasata, su una base da esposizione. È il classico vaso cinese da cymbidium, in plastica trasparente, con le pareti bucherellate.

Il nome

  • Genere Cymbidium. Olof Swartz, 1799. Dal greco “piccola barca”, per l’incavo del labello.1
  • goeringii. Per Philipp Friedrich Wilhelm Goering (1809–1876), un collezionista botanico tedesco. Reichenbach lo descrisse come Maxillaria goeringii nel 1845, da materiale giapponese, poi lo trasferì in Cymbidium.2
  • ‘Tian Cao’ (天草). Alla lettera “erba del cielo”. I due caratteri si leggono Tiān Cǎo in mandarino e Amakusa in giapponese, nome di una cittadina di Kyushu da cui la selezione proverrebbe. Una shunran giapponese, insomma, che porta la sua lettura mandarina. Il margine crema della foglia è un fukurin, una variegatura del bordo.3

Una pianta porta un cognome tedesco, una lettura mandarina e il nome di un luogo giapponese.

Da dove viene

Secondo POWO è presente in Cina, sull’Himalaya, in Giappone, Corea, Myanmar e Vietnam.2 IOSPE elenca anche Taiwan e le Ryukyu.4 Una terrestre di pendii boscosi e spesso rocciosi, in ombra luminosa, radicata in poco humus sopra la roccia. Pseudobulbi piccoli e ovoidi, foglie lineari dal margine finemente seghettato, con la seghettatura che corre proprio lungo il bordo crema.

Il margine *fukurin*, una banda crema lungo il bordo fogliare finemente seghettato. È il carattere per cui la selezione viene coltivata.
Il margine fukurin, una banda crema lungo il bordo fogliare finemente seghettato. È il carattere per cui la selezione viene coltivata.

L’orchidea di primavera

Chunlan (春兰) in cinese, shunran (春蘭) in giapponese, entrambi “orchidea di primavera”. È fra i cymbidium cinesi di più antica coltivazione, allevata nella tradizione del guolan (国兰, “orchidea nazionale”) per il profumo e la forma della foglia, piuttosto che per la fioritura.5 Il fiore è dimesso. Di norma uno per stelo (raramente due o tre), giallo-verde pallido venato di bruno-porpora, portato in basso fra le foglie, fra inverno e inizio primavera.4 È il profumo che conta, descritto come gelsomino, mughetto o limone. Esistono centinaia di selezioni, fra le più ambite le nane, quelle a petalo di loto e le variegate.

Il rinvaso

Orticola, a maggio, da Piante Pazze. È arrivata in un vaso nero da vivaio. L’ho tenuta un mese, poi l’ho rinvasata, e ho trovato alcune radici marcite sotto la superficie, cosa che un vaso nero nasconde finché non è troppo tardi. Ma spuntavano anche nuovi apici radicali, e due nuovi getti.

Il vaso nero da vivaio in cui è arrivata, le radici fuori vista.
Il vaso nero da vivaio in cui è arrivata, le radici fuori vista.

Il vaso nuovo è un vaso cinese da cymbidium in plastica trasparente, alto e stretto, 135 mm al bordo, le pareti bucherellate. Una decina di euro per cinque su AliExpress, e in Europa non li ho trovati. La forma si adatta alle radici carnose e profonde del cymbidium, e i fori e la parete trasparente offrono drenaggio, aria e una finestra su radici e umidità.

Substrato da Geosism, tutto setacciato prima.6 Una quantità impressionante di polvere, quindi all’aperto e con la mascherina. Tre granulometrie, dalla più grossa alla più fine, dal fondo alla cima:

  • kiryuzuna 10 mm sul fondo, sabbia vulcanica dura e ricca di ferro, molto drenante e lenta a degradarsi.
  • una miscela bonsai 2–5 mm nel mezzo, in prevalenza akadama con kiryuzuna e pomice hyuga.
  • kanuma 1–2 mm in superficie, pomice acida che trattiene l’acqua.
La colonna di substrato vista attraverso la parete trasparente, il kanuma in cima sopra gli inerti più grossi. La pianta è appena sopra l'inquadratura.
La colonna di substrato vista attraverso la parete trasparente, il kanuma in cima sopra gli inerti più grossi. La pianta è appena sopra l’inquadratura.
Il fondo, kiryuzuna da 10 mm, la frazione più grossa, per il drenaggio. La condensa che imperla l'interno è l'indicatore di umidità.
Il fondo, kiryuzuna da 10 mm, la frazione più grossa, per il drenaggio. La condensa che imperla l’interno è l’indicatore di umidità.
Lo strato di mezzo, la miscela Geosism da 2–5 mm, in prevalenza akadama con kiryuzuna e pomice hyuga.
Lo strato di mezzo, la miscela Geosism da 2–5 mm, in prevalenza akadama con kiryuzuna e pomice hyuga.

Il kanuma fa anche da spia dell’irrigazione. Schiarisce asciugandosi, scurisce da bagnato, e la parete trasparente mostra la condensa sul fondo del vaso. Innaffio a fondo ogni 3–4 giorni, quando il kanuma in cima si è asciugato e quella condensa sta sparendo.

Sul bordo, del muschio raccolto da un parcheggio asfaltato esposto a ovest, a Genova, di quello che cuoce al sole del pomeriggio e resiste, quindi dovrebbe reggere un davanzale soleggiato. Lavato, poi un bagno in tebuconazolo. Ne sono usciti alcuni moscerini del terriccio, ma un paio di giorni all’aperto, al sole filtrato, e il problema è sparito.

Due nuovi getti alla base, appena dopo l'innaffiatura, gli pseudobulbi scoperti sopra il kanuma.
Due nuovi getti alla base, appena dopo l’innaffiatura, gli pseudobulbi scoperti sopra il kanuma.

Coltivazione

  • Terrestre da serra fredda. Luce intensa, ma non sole bruciante. D’estate sul pavimento, accanto a una porta-finestra esposta a sud, poi all’aperto da settembre fino a primavera inoltrata.
  • Il riposo invernale freddo non è facoltativo. I boccioli fiorali hanno bisogno di circa 5–10 °C, altrimenti abortiscono.7 È l’inverno di Genova, passato all’aperto, a fornirlo.
  • Acqua quando kanuma e condensa lo segnalano, ogni 3–4 giorni in vegetazione. Gli inerti drenano in fretta. Le radici del cymbidium marciscono se restano bagnate.
  • Miscela inorganica, vaso forato, pseudobulbi aerati, tutto pensato per l’aria e il drenaggio.

Riferimenti


La specie della settimana è una rubrica fissa. Tutte le uscite sotto il tag species-of-the-week ; pagina di scheda con provenienza e foto a /it/collection/species/cymbidium-goeringii-tian-cao/.


  1. Wikipedia — Cymbidium. Genere eretto da Olof Swartz, 1799 (Nova Acta Regiae Soc. Sci. Upsal.); il nome significa “piccola barca”, in riferimento al labello. ↩︎

  2. POWO — Cymbidium goeringii (Rchb.f.) Rchb.f. Basionimo Maxillaria goeringii Rchb.f., Bot. Zeitung (Berlin) 3: 334 (1845); combinazione in W.G.Walpers, Ann. Bot. Syst. 3: 547 (1852). Areale nativo (testuale): “China North-Central, China South-Central, China Southeast, East Himalaya, Japan, Korea, Myanmar, Nepal, Vietnam, West Himalaya”. ↩︎ ↩︎

  3. New World Orchids e riferimenti di coltivatori — Cymbidium goeringii ‘Tian Cao’ 天草. I caratteri significano “erba del cielo”; si leggono Tian Cao in mandarino e Amakusa in giapponese (Amakusa è una cittadina di Kyushu da cui la selezione prenderebbe il nome). Una shunran fukurin (a margine variegato) dal bordo crema; circola anche come Amakusa. ↩︎

  4. IOSPE (Jay Pfahl) — Cymbidium goeringii. “A native of northwestern India, Bhutan, China, Taiwan, Ryukyu Islands, Japan and Korea as a smaller, cool growing terrestrial”; pseudobulbi piccoli e ovoidi; “linear-elliptic, acute, arched leaves with fine toothed margins”; fiori ~5 cm, “solitary to few [1 to 3] flowered”, inverno e primavera, “fragrant jasmine, lily of the valley to lemon scented”, portati in basso fra le foglie; nome comune “Goering’s Cymbidium [German Plant Collector in Japan 1800’s]”; Shun-ran (Giappone) / Chun Lan (Cina). ↩︎ ↩︎

  5. Letteratura sui cymbidium cinesi (guolan, 国兰, “orchidea nazionale”) — C. goeringii è fra i cymbidium cinesi di più antica coltivazione (documentata da più di mille anni), allevato per profumo e fogliame; di norma un solo fiore profumato per stelo; centinaia di cultivar, fra le più pregiate le nane, quelle a petalo di loto e le variegate. ↩︎

  6. Riferimenti sugli inerti giapponesi. Kanuma — pomice acida (pH ~4,5–5,5) da Kanuma, Tochigi; chiara/biancastra da asciutta, bruno-giallastra da bagnata (spia d’irrigazione incorporata). Kiryuzuna — sabbia vulcanica dura e ricca di ferro (Fe₂O₃) da Kiryu, Gunma; drenaggio rapido, resiste a compattamento e degrado. Akadama — argilla vulcanica giapponese in granuli; trattiene acqua e nutrienti. Hyuga — pomice bianca lavata da Miyazaki, pH quasi neutro. Lo strato di mezzo da 2–5 mm è la miscela pre-setacciata di Geosism, ≈ 60% akadama / 20% kiryuzuna / 20% hyuga. ↩︎

  7. Yang, F., Zhu, G., Wei, Y., Gao, J., Liang, G., Peng, L., Lu, C. & Jin, J. (2019). Low-temperature-induced changes in the transcriptome reveal a major role of CgSVP genes in regulating flowering of Cymbidium goeringii. BMC Genomics 20: 53. Testualmente: “It blooms in winter during January–March and a period of low temperature is necessary for its normal flowering, otherwise there is flower bud abortion”; trattamento al freddo intorno ai 5–10 °C. [DOI 10.1186/s12864-019-5425-7]. ↩︎

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